Sebbene alcuni insegnanti si impegnino davvero nel lavoro che svolgono non facendo sentire i propri studenti delle nullità, la maggior parte degli insegnanti lo fa. Ad esempio la mia insegnante di greco del biennio ci disse uno dei primissimi giorni di scuola come ci saremmo dovuti abituare ai suoi modi umanamente degradanti, ci ricordava in sede di interrogazione o meno che non avremmo mai fatto niente nella nostra vita se non sapevamo il greco, ci diceva che dovevamo vergognarci di noi stessi per questo stesso motivo. Per non parlare della faccia schifata e scocciata che fece il giorno della memoria quando una sua lezione fu interrotta perché la rappresentante di classe dell’epoca doveva giustamente leggere una lettera in ricordo di quella giornata. La maggior parte degli insegnanti da voti utilizzando preferenze ovvie. Il senso di frustrazione, ansia, angoscia, rabbia, incapacità e fallimento che ho provato in quella scuola io non l’ho mai provato da nessuna parte. L’organizzazione è altrettanto pessima: è infatti impossibile conciliare studio stile anni sessanta con tutte le attività che la scuola propone, specialmente quelle per le curvature mantenendo la propria salute mentale intatta: io stessa sono in terapia da quando il liceo è cominciato, e l’ho finito quest’anno. Non rivivrei nemmeno un momento all’interno di quell’inferno.