Alcune maestre sono davvero “mostri” o è la scuola ad essere diventata troppo difficile?

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Episodi di violenza verbale e/o fisica da parte di insegnanti nei confronti dei loro bambini sono fenomeni a cui purtroppo sempre più spesso siamo costretti ad assistere e che sono in tutto e per tutto condannabili e deprecabili. Ma ci sono anche casi in cui un insegnante si ritrova in una situazione di stress tale da portarlo a compiere gesti “contestabili”: parliamo di quella categoria di docenti che urla e attacca con veemenza la sua classe, che piange davanti a situazioni ingestibili, che decide di non compiere più il suo lavoro e lascia che nelle sue ore gli alunni occupino il tempo come meglio credono, e infine addirittura sceglie di ritirarsi o cambiare mestiere. È innegabile che il lavoro dell’insegnante è diventato nell’ultimo periodo più faticoso che in passato, con classi numerose e difficili da gestire, infrastrutture e strumenti educativi quasi mai all’altezza, situazioni familiari degli studenti sempre più delicate e problematiche a cui si aggiunge l’invadenza di moltissimi genitori, che non rispettano più la figura del docente. A tutto questo si aggiunge una burocrazia che funziona sempre meno, retribuzioni mortificanti e assenza di gratificazioni e riconoscimenti al merito, che farebbero scoraggiare anche il più appassionato dei maestri.

Forse si è giunti ad un momento storico in cui è necessario e doveroso, nei confronti dei bambini e adolescenti di oggi, fermarsi a capire quali sono i meccanismi che innescano situazioni di frustrazione, rabbia e sempre di più violenza da parte dei docenti nei confronti dei propri alunni e cercare di prevenirli. Probabilmente uno dei primi aspetti che sarebbe da rivedere è il discorso legato all’anzianità, che costringe insegnanti anche molto in là con gli anni ma che non possono ancora andare in pensione, a gestire classi trenta bambini vivaci e rumorosi, con un entusiasmo e un’energia che forse negli anni è inevitabilmente scemata. Capire e interpretare i primi segnali di allarme utilizzando misure preventive sarebbe sicuramente più costruttivo che giudicare e condannare a cose fatte. La scuola dovrebbe ridiventare un luogo vivibile, con classi con un numero di ragazzi umanamente gestibile, con un corpo docente qualificato nel sostegno e controllo anche dei casi più difficili, e soprattutto con insegnanti un po’ più “giovani”.

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