I passi giusti per motivare uno studente ad imparare

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Non vi è nulla di più sbagliato che la convinzione che uno studente svogliato e demotivato sia un caso irrecuperabile. Studi scientifici e pedagogici confermano infatti che la motivazione parte e dipende dal sistema cognitivo e i processi cognitivi in ogni essere umano sono in continua trasformazione.

Quindi ogni alunno può, se correttamente stimolato, diventare uno studente determinato e interessato, basta saper usare le tecniche giuste.

La prima cosa da tenere a mente è che la buona prestazione è strettamente collegata alla difficoltà nello svolgere un compito. Il primo passo è dunque quello di sottoporre lo studente a prove che non siano né troppo difficili né troppo semplici, perché uno dei due eccessi sarebbe causa di perdita di interesse.

Inoltre il traguardo da raggiungere (in termini di nuove conoscenze e abilità da acquisire) deve essere sempre chiarito dal principio. Sapere chiaramente quale sarà il percorso da fare e quale il risultato da raggiungere trasmetterà sicurezza al ragazzo. È preferibile concentrarsi su obiettivi a breve termine, piuttosto che a lungo termine, che potrebbero apparire lontani e confusi agli occhi dello studente.

L’ambiente nel quale si lavora deve essere sereno per essere produttivo quindi è assolutamente necessario che il docente crei all’interno della classe delle relazioni positive tra compagni e tra ragazzi e insegnante stesso.

Occorre saper dosare: complimentarsi per un lavoro ben fatto aumenterà l’autostima del ragazzo ma allo stesso tempo mostragli senza timori quali sono stati gli errori che lo hanno condotto ad un fallimento servirà per farlo maturare. L’importante è che l’allievo sappia che non si sta giudicando la persona ma solo l’azione svolta e che l’obiettivo rimane sempre quello di migliorarlo e farlo crescere. Se si è capaci di creare con lui un rapporto di collaborazione e fiducia reciproca nel perseguire un fine comune la strada sarà tutta in discesa.

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