Come aiutare un bambino con l’ansia da interrogazione?

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L’ansia che assale quando stai per affrontare una sfida, che sia un esame all’università, un colloquio di lavoro o una riunione importante, è una sensazione che accomuna tutte le persone anche se in misura diversa a seconda dei caratteri.

Non sono immuni nemmeno i bambini, che la sera prima di un interrogazione a scuola e la mattina stessa, spesso soffrono di disagi psicosomatici come insonnia, forti sudorazioni e mal di pancia. Un’ansia minima e circoscritta a determinati momenti è positiva, dà quella giusta carica di adrenalina e concentrazione necessaria per affrontare con energia una situazione particolare. Ma se diventa troppo frequente e troppo prolungata nel tempo rischia di diventare nociva e mandare in tilt il bambino quindi è necessario intervenire.

L’ansia da interrogazione, più comune tra le femmine che tra i maschi, colpisce soprattutto i bambini molto sensibili e con un’autostima bassa. Vittime di questo malessere sono anche i “perfettini”, quelli che si pongono degli standard di risultato molto alti e che se non riescono a raggiungere il voto prefissato, vanno completamente in confusione.

Cosa può fare un genitore per contenere questo disagio? Intanto evitare di essere lui stesso troppo ansioso o troppo perfezionista nei confronti del figlio, evitando quindi frasi come “speriamo vada bene, se no poi dovrai recuperarlo!” oppure “mi raccomando, devi tornare a casa con un bel voto!”. Durante il ripasso cercare di valorizzare i piccoli successi del bambino, facendogli i complimenti quando ricorda bene la lezione e spronandolo con parole di incoraggiamento.

Senza sottovalutare la prova che il bambino affronta, il genitore ha però anche il compito di sdrammatizzare un po’ e smorzare la tensione, ricordando al bambino che, nonostante si debba impegnare, un voto è pur sempre un voto e non farà di lui una persona migliore o peggiore.

Il concetto fondamentale che bisogna trasmettere è che non si imparano cose nuove per avere dei bei voti, ma perché serviranno per la crescita e per il futuro e quindi apprendere deve essere qualcosa di stimolante e piacevole e non motivo di angoscia e frustrazione.

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